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Breve raccolta di riferimenti sulla virtualizzazione usati nel contesto GazziNet. La pagina serve come indice rapido per verifiche host, risorse e accesso alle piattaforme dedicate.

Verifiche rapide

Risorse host

uptime
lscpu
free -h
df -h

Rete e bridge

ip a
ip r
bridge link
ss -tulpn

Storage e volumi

lsblk
pvs
vgs
lvs

Troubleshooting operativo

  • Verificare sempre se il problema e sull'host, sulla VM o sullo storage sottostante.
  • Prima di agire, annotare uso CPU, RAM, spazio, stato rete e saturazione I/O.
  • Controllare eventuali snapshot, lock, backup in corso o contenitori storage pieni.

Piattaforme

Proxmox VE

Proxmox VE e una piattaforma di virtualizzazione basata su Debian che integra:

  • KVM per macchine virtuali complete
  • LXC per container Linux
  • gestione storage locale e condiviso
  • clustering, migrazione, backup e replica
  • interfaccia web e CLI native

Quando usarlo

Ha senso usare Proxmox VE quando:

  • vuoi centralizzare gestione di VM e container
  • ti servono snapshot, backup e restore in modo semplice
  • vuoi crescere da host singolo a cluster
  • vuoi usare storage locali o condivisi con un'interfaccia unificata

Requisiti minimi e logica di sizing

Per valutazione o lab:

  • CPU 64 bit con supporto Intel VT/AMD-V
  • almeno 16 GiB di spazio disco per l'host, oltre allo spazio per guest
  • almeno una NIC

Per produzione:

  • privilegiare hardware server stabile
  • prevedere RAM in base ai guest, non solo all'host
  • separare se possibile traffico management, storage e migration
  • valutare ECC RAM soprattutto se si usa ZFS

Installazione

Metodo consigliato: ISO ufficiale

L'installazione da ISO e il metodo raccomandato da Proxmox per utenti nuovi ed esistenti.

Flusso tipico:

  1. scaricare la ISO ufficiale
  2. preparare la chiavetta di installazione
  3. avviare il server dalla ISO
  4. scegliere il disco o i dischi di destinazione
  5. impostare filesystem/root storage
  6. configurare hostname, password root, email e rete
  7. completare installazione e riavviare

Durante il setup l'installer:

  • partiziona i dischi locali
  • applica configurazioni base come lingua, timezone e rete
  • installa Debian e i pacchetti Proxmox VE necessari

Metodo alternativo: installazione su Debian

Proxmox VE puo anche essere installato sopra un sistema Debian esistente, ma questa via e consigliata solo a utenti avanzati.

Ha senso usarla quando:

  • hai gia un'immagine Debian standard gestita da automazione
  • vuoi maggiore controllo iniziale sul partizionamento
  • vuoi integrare l'host in procedure di bootstrap gia esistenti

Rischi tipici:

  • repository sbagliati o incompleti
  • pacchetti non allineati
  • rete e storage meno prevedibili rispetto all'installer dedicato

Installazione automatizzata

Proxmox documenta anche l'Automated Installation per deployment unattended.

Serve quando:

  • devi installare piu host bare metal in modo coerente
  • vuoi preparare una ISO con answer file
  • vuoi demandare il post-config a strumenti come Ansible o simili

Prime attivita dopo l'installazione

Checklist pratica iniziale:

  • verificare data/ora e DNS
  • applicare aggiornamenti
  • controllare bridge di rete
  • controllare storage locale configurato dall'installer
  • definire repository corretti in base a subscription o no-subscription
  • configurare backup prima di creare guest critici
  • registrare hostname, IP management, storage e note operative

Comandi rapidi: <syntaxhighlight lang="bash"> pveversion -v ip a bridge link pvesm status lsblk </syntaxhighlight>

Filesystem e storage: come scegliere

La scelta corretta dipende da:

  • host singolo o cluster
  • storage locale o condiviso
  • bisogno di snapshot/cloni
  • budget RAM
  • necessita di integrita dati e replica
  • carico prevalente: VM, container, ISO, template, backup

1. Setup predefinito LVM + LVM-thin

L'installer attuale usa come default LVM sul disco locale.

Schema tipico:

  • volume group pve
  • logical volume root formattato ext4 per il sistema operativo
  • logical volume swap
  • logical volume data come LVM-thin per dischi VM

Vantaggi:

  • semplice
  • buon default per host singolo
  • snapshot e clone efficienti sul thin pool
  • basso overhead RAM rispetto a ZFS

Limiti:

  • non condiviso tra nodi
  • meno funzioni di integrita rispetto a ZFS
  • meno flessibile per storage file-level generici rispetto a una directory dedicata

Consigli pratici:

  • buona scelta per host piccoli o medi con storage locale
  • adatto quando vuoi partire in fretta senza complessita extra
  • tenere backup e ISO possibilmente separati dal thin pool se il disco e piccolo

2. Directory storage su ext4 o XFS

Lo storage di tipo Directory usa una directory POSIX su filesystem Linux standard.

Puoi usarlo per:

  • immagini VM
  • container
  • template
  • ISO
  • backup

Proxmox segnala che:

  • una directory puo essere locale oppure un mount standard Linux
  • il backend assume compatibilita POSIX
  • non offre snapshot a livello storage
  • con immagini qcow2 esiste il workaround degli snapshot interni al formato

Quando scegliere ext4:

  • vuoi il filesystem piu semplice e prevedibile
  • l'uso principale e backup, ISO, template o immagini non troppo complesse
  • vuoi massima familiarita operativa

Quando scegliere XFS:

  • vuoi un filesystem robusto per grandi volumi file-based
  • prevedi repository backup o directory storage di grandi dimensioni
  • preferisci una soluzione nota per throughput e gestione file grandi

Limite importante:

  • se il tuo obiettivo principale sono snapshot e cloni storage-level delle VM, una directory pura non e la scelta migliore

Regola pratica:

  • ext4/XFS + dir vanno molto bene per ISO, template e backup
  • per i dischi VM principali, usare spesso LVM-thin o ZFS e piu coerente

3. ZFS

ZFS combina filesystem e volume manager.

Proxmox ne evidenzia vantaggi importanti:

  • protezione da corruzione dati
  • compressione
  • snapshot
  • cloni copy-on-write
  • vari livelli RAID
  • self-healing
  • integrity checking continua
  • replica asincrona
  • gestione integrata da GUI e CLI

Quando scegliere ZFS:

  • vuoi integrita dati e checksum end-to-end
  • vuoi snapshot e replica native
  • hai abbastanza RAM
  • puoi dare a ZFS accesso diretto ai dischi

Attenzioni fondamentali:

  • Proxmox raccomanda almeno 8 GB di RAM per iniziare
  • e raccomandata ECC RAM quando possibile
  • non usare ZFS sopra controller RAID hardware con cache propria
  • meglio HBA o controller in modalita IT

Nota pratica importante:

  • nelle installazioni nuove da Proxmox VE 8.1 il limite ARC viene impostato al 10% della RAM fisica, con massimo 16 GiB, scritto in /etc/modprobe.d/zfs.conf

Scelte RAID ZFS in installazione:

  • RAID0: massima capacita, nessuna ridondanza
  • RAID1: mirror, adatto a 2 dischi
  • RAID10: buone prestazioni e ridondanza, richiede almeno 4 dischi
  • RAIDZ-1: parita singola
  • RAIDZ-2: parita doppia
  • RAIDZ-3: parita tripla

Consiglio operativo:

  • per host piccoli con 2 dischi, il mirror ZFS e spesso la scelta piu pulita
  • per host con tanti dischi, RAID10 o RAIDZ-2 sono in genere piu prudenziali di RAIDZ-1
  • evitare ZFS se la RAM e molto limitata o se l'hardware e gia vincolato a RAID hardware non bypassabile

4. BTRFS

BTRFS esiste nel mondo Linux come filesystem moderno con snapshot e checksum, ma in Proxmox la documentazione e la pratica operativa ruotano molto di piu attorno a LVM-thin e ZFS.

Consiglio pragmatico:

  • se ti serve una scelta stabile e ben coperta dalla documentazione Proxmox, privilegia LVM-thin o ZFS
  • usa BTRFS solo se hai gia competenza specifica e una ragione forte per adottarlo

Raccomandazioni rapide

Host singolo piccolo o homelab semplice

Scelta consigliata:

  • installer ISO
  • default LVM + ext4 root + LVM-thin
  • directory separata per ISO e backup se possibile

Host singolo con priorita a integrita e snapshot

Scelta consigliata:

  • installer ISO con ZFS mirror se hai 2 dischi
  • ECC RAM se possibile
  • niente RAID hardware davanti a ZFS

Nodo dedicato soprattutto a backup

Scelta consigliata:

  • directory storage su ext4 o XFS
  • evitare di mescolare senza controllo backup pesanti e dischi VM critici sullo stesso spazio piccolo

Cluster o crescita futura

Considerare fin da subito:

  • separazione rete management/storage
  • strategia storage condiviso o replica
  • naming coerente di nodi, bridge e datastore
  • policy di backup e restore testato

Errori comuni

  • usare ZFS sopra RAID hardware opaco
  • sottostimare la RAM necessaria a host e guest
  • riempire lo storage locale con backup, ISO e template fino a saturazione
  • scegliere directory storage pensando di avere snapshot storage-level nativi
  • non documentare bridge, VLAN, datastore e layout dischi
  • creare VM critiche prima di aver validato backup e ripristino

Verifiche utili su host Proxmox

Versione e stato generale

<syntaxhighlight lang="bash"> pveversion -v uptime </syntaxhighlight>

Rete

<syntaxhighlight lang="bash"> ip a ip r bridge link </syntaxhighlight>

Storage LVM

<syntaxhighlight lang="bash"> lsblk pvs vgs lvs </syntaxhighlight>

Storage Proxmox

<syntaxhighlight lang="bash"> pvesm status cat /etc/pve/storage.cfg </syntaxhighlight>

ZFS

<syntaxhighlight lang="bash"> zpool status zfs list </syntaxhighlight>

Fonti ufficiali

Note d'uso

  • Separare sempre i problemi di orchestrazione da quelli di singola VM.
  • Non saturare lo storage locale con immagini, backup e template senza controllo dello spazio.
  • Documentare hostname host, datastore coinvolto e VM interessata prima di aprire ticket o incidente.